ANSIA-DEPRESSIONE

ansia-depressione

ANSIA – DEPRESSIONE: COS’E’ E COME SI CURA

SPIEGAZIONE COMPLETA DELL’ANSIA, DEI DISTURBI D’ANSIA E DELLA DEPRESSIONE

COS’E’ L’ANSIA E COS’E’ LA DEPRESSIONE: SPIEGAZIONE DELLE CAUSE. QUALI SONO I SINTOMI, COME SI MANIFESTA E COME SI DEVE CURARE

ANSIA: COS’E’ L’ANSIA E COME SI DEFINISCE

Nevrosi, nevrastenia, ansia generalizzata, agorafobia, mutismo selettivo, sono varie malattie che nascondono un singolo disturbo, il disturbo d’ansia.
Storicamente l’ansia non è stata riconosciuta come una malattia, il che non significa che non esiste, semplicemente non è stata diagnosticata come tale e, pertanto, non è stata trattata.
Nel 1769 lo psichiatra scozzese William Cullen introduce il termine nevrosi, per fare riferimento a una condizione generale che colpisce il sistema nervoso.
Questo significato ha dato origine al concetto di nevrastenia, una condizione il cui quadro clinico, ruotava attorno a diversi sintomi comprendenti i più diversi record.
Alla fine Sigmund Freud fa una distinzione tra: nevrosi d’ansia, nevrosi fobica, nevrosi ossessiva e nevrosi isterica.
Oggi, secondo la Classificazione Internazionale delle Malattie, la classificazione principale si trova nei gruppi:
Malattie Neuroniche, legate allo stress e somatoformi:

Disturbi d’ansia fobici:

• agorafobia
• fobie sociali
• fobie specifiche
• altri disturbi d’ansia fobici.
• disturbo d’ansia fobico non specificato

Altri disturbi d’ansia:

• disturbo di panico (episodica ansia parossistica)
• disturbo d’ansia-depressiva misto
• altro disturbo d’ansia mista
• altri disturbi d’ansia specificati
• disturbo d’ansia non specificato

Abbiamo anche trovato rapporti di ansia nei gruppi:

• altri disturbi mentali dovuti a lesioni cerebrali o disfunzione o malattia somatica
• disturbo d’ansia organico
• disturbi emozionali con esordio durante l’infanzia
• separazione del disturbo d’ansia in infanzia
• disturbo d’ansia fobica dell’infanzia

Questa classificazione “teorica” viene ulteriormente modificata nel modo seguente:

• separazione del disturbo d’ansia
• mutismo selettivo
• fobia specifica
• disturbo d’ansia sociale (fobia sociale)
• disturbo di panico
• agorafobia
• disturbo d’ansia generalizzato (GAD).
• disturbo d’ansia indotto
• disturbo d’ansia causato da altra condizione medica
• altro disturbo d’ansia specificato
• disturbo d’ansia non altrimenti specificato

Tutti questi nomi e le specializzazioni si riferiscono ad un trattamento particolare e, in linea di principio, più efficace per i vari tipi di ansia.

L’essenza dell’ansia

Nonostante i diversi termini con cui è classificata l’ansia, non dobbiamo dimenticare che, alla radice, si parla sempre della stessa malattia: il disturbo d’ansia.

L’ansia è il sostantivo con cui si conosce il sistema che, nel corpo umano, ha il compito di impedire il pericolo e prepararsi a far fronte alle situazioni con successo.
Un sistema storico, è collocato nella parte interna e primitiva del nostro cervello (amigdala),si è sviluppato nei primi stadi dell’essere umano, quando era poco più di un animale circondato da altri animali.
E’ un sistema automatico che è preventivo e cerca di andare avanti quando vede i primi segnali di pericolo, prima ancora che la nostra coscienza ne abbia consapevolezza.
Ma tutti noi abbiamo questo sistema chiamato ansia?
Non è normale essere nervosi il giorno prima di un colloquio di lavoro, non è normale che l’eccitazione non permette di dormire, non è normale avere bisogno di andare in bagno prima di una prova, non è normale avere la tachicardia e sudare quando siamo sul punto di essere colpiti da un attacco d’ansia, non è normale rimuginare per giorni su una discussione che abbiamo avuto sul posto di lavoro e che riteniamo ingiusta.
In tutti questi casi il sistema di ansia ci fa sentire in pericolo e si mette in funzione, cambiando il nostro corpo e la nostra mente, costringendoci ad andare in bagno, ad avere un’accelerazione del polso o ad essere ossessionati da un’idea. È normale, – in misura maggiore o minore – accade a tutti.

Il disturbo d’ansia è ciò che ci impedisce di avere quello che vogliamo e che vogliamo recuperare:

• tornare ad essere sani
• sentirsi di nuovo felici e rendere i nostri cari felici
• tornare a godere di ciò che abbiamo raggiunto con i nostri sforzi
• torna a credere di potere
• torna a sentirsi parte della società

Occorre tenere presente che, questo, è un disturbo che possiamo riuscire a superere se ciò che veramente vogliamo è stare in salute.
Non sappiamo perché abbiamo l’ansia, ma dobbiamo scoprirlo anche se non sempre è facile.
Con il tempo, si capisce che abbiamo un disturbo d’ansia e che questa è la causa di tutte le altre malattie; impariamo che il disturbo d’ansia è appunto un disturbo, un malfunzionamento preventivo e di difesa del sistema chiamato ansia e che questo “errore” è ciò che ci fa sentire continuamente in allerta in determinate circostanze.
Alcuni terapeuti sostengono che l’origine di questo malfunzionamento non ci indica il trattamento per l’ansia, cioè l’ansia può essere curata senza conoscerne la causa che la innesca.

Che cos’è l’ansia?

Quando si è in ansia si ha paura e ci si sente tesi, inoltre,si possono avere uno o più spiacevoli sintomi fisici, come ad esempio: battito cardiaco accelerato, palpitazioni, malessere, tremore sudorazione, secchezza delle fauci, dolore al petto, mal di testa, respirazione veloce.
I sintomi fisici sono in parte causati dal cervello che invia molti messaggi attraverso i nervi a varie parti del corpo; i messaggi nervosi accelerano il battito cardiaco e rilasciano gli ormoni dello stress (come l’adrenalina) che oltre al cuore possono colpire i muscoli e altre parti del corpo causando i sintomi.
L’ansia è normale in situazioni di stress e può anche essere utile; ad esempio, la maggior parte dei soggetti sono sopraffatti dall’ansia se vengono minacciati da una persona aggressiva o prima di un evento importante. L’esplosione di adrenalina e di impulsi nervosi che abbiamo in risposta alle situazioni stressanti possono incoraggiare una risposta di ‘lotta o fuga’.
L’ansia è anormale se:

non è in proporzione alla situazione stressante
persiste anche quando la situazione stressante è passata o lo stress è minore
si manifesta senza nessun motivo apparente

Che cosa è l’ansia?

L’ansia è una profonda paura del futuro e chi ne soffre cerca di controllare ciò che accadrà. Di conseguenza, essi non possono fare quello che vogliono perché hanno paura, vogliono fare qualcosa ma hanno mille idee in mente, cominciano a fare qualcosa e improvvisamente si fermano e una difficoltà di definire qualsiasi processo perché temono il futuro .
Il controllo è solo un’illusione! Il paziente tende ad aumentare il livello di ansia, facendola oscillare tra ciò che è ciò che non è. Questo costituisce il futuro e non è ancora realtà, esiste solo nella propria mente. In risposta a tutto ciò, si iniziano ad avvertire molti sintomi nel corpo e questi segni fisici si verificano proprio perché viene trasmessa l’informazione al cervello che qualcosa possa accadere, ma non è ciò che accadrà.

Ansia
L’ansia pone la persona in un tempo che non è presente.
Questa dicotomia crea disturbo in tutto il corpo.
L’ansia è sempre in contrasto e si pensa sempre a quello che si farà e non a ciò che si sta facendo. Questo genera molto disagio e uno dei sintomi è che il cuore inizia ad accelerare.
Il nostro cervello funziona completamente in questo evento.
Quando ci prepariamo per una attività, qualunque essa sia, tutto il corpo e il cervello invia queste informazioni, preparando tutto il corpo ma, improvvisamente, non riesce a raggiungere quel punto per il semplice fatto che non è ciò che si deve fare in quel momento, è da fare domani o fra un mese.
Vi è una preparazione di tutto il corpo per affrontare la situazione ma il tempo non è sufficiente e il corpo è attivo in qualcosa che richiede un altro messaggio, un altro rilascio di adrenalina, quindi, di energia, generando una mancata corrispondenza.
Vediamo un esempio. E’ come se si parlasse in questo modo: “Farò una maratona, devo prepararmi perché devo correre”. Dal momento in cui inviamo questo messaggio, il corpo si prepara per l’esecuzione ma, in realtà, ora non si sta eseguendo, si sta solo avendo una relazione.
Questo è il momento in cui la persona entra in dicotomia tra “Cosa sto facendo X quello che farò”. Inoltre, vi è sempre una preoccupazione con ciò che non si riesce a fare, scombinando il corpo per tutto il tempo.
Questo è il primo grande danno dell’ansia: non si vive quello che sta succedendo.
Tutto questo movimento generato dall’ansia creerà molte abitudini e tutto inizia con l’invio del messaggio al cervello e l’abitudine è sempre presente nella parte anteriore del cervello stesso.
Questo passo con il presente e il futuro genera un enorme sforzo a coloro che sono affetti dall’ansia. Al di là della mente, vi è lo stress fisico generato dalle tachicardie costanti di accelerazione mentale.

L’ansia si cura?
Come tutti i disturbi, l’ansia è curabile e il primo passo consiste nel rendere il più possibile il presente e migliorare le attività della giornata, anche se non è facile uscire da questo movimento da un giorno all’altro, quindi, è necessario l’uso della psicoterapia. E’ lo psicologo, infatti, che indicherà le tecniche di respirazione idonee per l’ansia, gli esercizi giorno per giorno per tornare utili per avere un ritmo naturale della vita, per riuscire a guardare al presente.

Quali sono i disturbi d’ansia?

Ci sono diverse condizioni (disturbi), in cui l’ansia si presenta come sintomo principale; si può avere un disturbo d’ansia se i sintomi interferiscono con le normali attività quotidiane.

Le reazioni allo stress

L’ansia può essere una reazione a situazioni di stress. Ci sono tre tipi comuni di disturbi di reazione.
Reazione acuta allo stress (a volte chiamato disturbo acuto da stress)
Acuta significa che i sintomi si sviluppano rapidamente, per più minuti o ore, come reazione all’evento stressante. Le reazioni acute allo stress si verificano in genere dopo una crisi inaspettata dovuta ad esempio a un incidente, un lutto, problemi di famiglia, cattive notizie, ecc
A volte si provano i sintomi prima di una situazione nota; questa si chiama ansia situazionale; ciò può verificarsi, per esempio, prima di un esame, una gara importante, un concerto, etc.
I sintomi di solito si manifestano abbastanza rapidamente, a volte può durare per diversi giorni o settimane. A parte l’ansia, altri sintomi includono: umore depresso, irritabilità, alti e bassi emotivi, insonnia, scarsa concentrazione, solitudine.
Reazione di regolazione. E’simile alla precedente, ma i sintomi sviluppano giorni o settimane dopo una situazione stressante, come reazione o regolazione al problema.; ad esempio, come reazione a al divorzio. I sintomi sono simili alle reazioni acute allo stress ma possono includere anche la depressione; solitamente il miglioramento è tangibile già dopo un paio di settimane.

Disturbo post traumatico da stress

Il disturbo da stress post-traumatico (PTSD) si verifica dopo un grave trauma, come un attacco grave o un incidente che ci ha messi in pericolo di vita; i sintomi persistono per almeno un mese e spesso molto più a lungo. L’ansia è solo un sintomo che può andare e venire, i principali sintomi sono:

pensieri ricorrenti, ricordi, immagini, sogni o flashback del trauma, che risultano angoscianti
esitamento di pensieri, sensazioni, conversazioni, luoghi, persone, attività o qualsiasi altra cosa che possa innescare ricordi o pensieri del trauma.
sentimenti di insensibilità e distaccamento dagli altri, può essere addirittura difficile provare sentimenti di amore.
prospettiva per il futuro pessimista, perdita di interesse per le attività che un tempo erano piacevoli
eccitazione maggiore; questo può includere disturbi del sonno, irritabilità, difficoltà di concentrazione e una maggiore vigilanza.

Disturbi d’ansia fobici

Una fobia è la forte paura o il terrore per una cosa o un evento.
Il timore è sproporzionato rispetto alla realtà della situazione e venire a contatto con la situazione temuta provoca ansia.
A volte anche pensare alla situazione temuta provoca ansia, pertanto, si finisce per evitare tale situazione e questo può causare sofferenza.

Disturbo d’ansia sociale

Il disturbo d’ansia sociale (noto anche come fobia sociale) è forse la fobia più comune.
Col disturbo d’ansia sociale si diventa molto ansiosi per quello che gli altri possono pensare di noi o per come possono giudicarci, pertanto, si ha paura di incontrare persone; si ha paura di agire in modo sbagliato, imbarazzante e di essere giudicati stupidi, inadeguati, deboli ecc quindi si cercherà di evitare tali situazioni il più possibile.

Agorafobia

Anche questo disturbo è comune. Molte persone pensano che l’agorafobia significa aver paura dei luoghi pubblici e degli spazi aperti, ma questa è solo una parte del disturbo.
Se ha agorafobia, si tende ad avere una serie di timori di vari luoghi e situazioni, come ad esempio:

negozi affollati e luoghi pubblici
viaggiare in treno, autobus o aereo
salire su un ponte o entrare in un ascensore
essere in un cinema, ristorante, ecc dove non c’è uscita facile.

Tutti derivano da una paura di fondo, vale a dire, la paura di essere in un luogo dal quale non sarà facile fuggire per raggiungerne uno più sicuro, di solito casa.
Quando si è in un luogo temuto si diventa molto ansiosi e angosciati, e si ha un intenso desiderio di fuggire; per evitare quest’ansia molte persone con agorafobia rimangono all’interno della loro casa per la maggior parte o tutto il tempo.

Altre fobie specifiche

Ci sono molte altre fobie specifiche, per esempio:

la paura degli spazi chiusi o di essere intrappolati (claustrofobia).
La paura di alcuni animali.
La paura delle iniezioni.
La paura di vomitare.
La paura di essere soli.
La paura di soffocare.

Ma ce ne sono molte di più.

Disturbo d’ansia generalizzato

Il disturbo d’ansia generalizzato (GAD) si presenta quando la sensazione di paura, preoccupazione e tensione compare quasi tutti i giorni; la condizione persiste a lungo termine.
Alcuni dei sintomi fisici possono andare e venire; l’ansia tende a subire varie sollecitazioni a casa o al lavoro, spesso per cose del tutto secondarie; a volte non si conosce il motivo per cui si è ansiosi. Inoltre, di solito si hanno tre o più dei seguenti sintomi:

sensazione di irrequietezza
stanchezza
difficoltà di concentrazione
irritabilità
tensione muscolare
insonnia

Ansia mista e disturbo depressivo

In alcuni soggetti, l’ansia può essere un sintomo della depressione; altri sintomi includono: umore depresso, sentimenti di tristezza, insonnia, inappetenza, irritabilità, scarsa concentrazione, diminuzione del desiderio sessuale, perdita di energia, sentimenti di colpa, mal di testa, dolori e palpitazioni. Il trattamento tende ad essere rivolto principalmente ad agevolare la depressione ed i sintomi di ansia.

Disturbo ossessivo compulsivo

Il disturbo ossessivo-compulsivo (OCD) è costituito da ossessioni ricorrenti, compulsioni o entrambe.
Le ossessioni sono pensieri ricorrenti, immagini o impulsi che causano ansia o disgusto; ossessioni comuni sono: timori per lo sporco, contaminazioni, germi, disastri, violenza, etc.
Le compulsioni sono pensieri o azioni che si avverte come necessario fare o ripetere. Di solito una costrizione è una risposta per alleviare l’ansia causata da un’ossessione; un esempio comune è il ripetuto lavaggio delle mani in risposta alla paura ossessiva sulla sporcizia o i germi. Altri esempi di compulsioni includono: la pulizia ripetuta, il controllo e il conteggio di oggetti.

Qual è il trattamento per i disturbi d’ansia e le fobie?

Lo scopo principale del trattamento è quello di ridurre i sintomi in modo che l’ansia non colpisca la vita quotidiana.
Le opzioni di trattamento dipendono dalla complessità della condizione e da quanto severamente si è interessati; esse possono includere:

Trattamenti senza farmaci
Comprensione:
comprendere la causa dei sintomi e parlare di queste cose con un amico, un familiare.
In particolare, alcuni soggetti temono che i sintomi fisici dell’ansia, come le palpitazioni, sono dovuti ad una malattia fisica; questo può peggiorare l’ansia.
Counselenza:
questo può aiutare soggetti con determinate condizioni; ad esempio, la consulenza che si concentra sulla capacità di risolvere i problemi può essere utile per il disturbo d’ansia generalizzato.
Corsi di gestione dell’ansia:
questi possono essere un’opzione per alcune condizioni; essi possono includere: imparare a rilassarsi, capacità di risolvere i problemi, strategie di fronteggiamento e supporto di gruppo.

Il disturbo di panico

Il disturbo di panico viene diagnosticato quando si hanno attacchi di panico ricorrenti.
Un attacco di panico è un grave attacco di ansia e paura che si verifica improvvisamente, spesso senza preavviso e senza alcuna ragione apparente.
I sintomi fisici dell’ansia durante un attacco di panico possono essere gravi e comprendono: palpitazioni, tremore, sensazione di mancanza di respiro, dolori al petto, sensazione di svenimento, intorpidimento o formicolio.
Ogni attacco di panico di solito dura 5-10 minuti, ma a volte i sintomi persistono fino a due ore.

Attacchi di panico

Attualmente molte persone soffrono di attacchi di panico, noti anche come attacchi di ansia. Un attacco di panico è un’esperienza molto intensa, si inizia ad avvertire paura per nessun motivo apparente, angoscia e sensazioni fisiche come la tachicardia, sudorazione, formicolio alle mani e alle gambe, difficoltà di respirazione, e, in molti casi il paziente non sa cosa gli sta accadendo, tanto da generare più paura e incertezza. Perché si verificano attacchi di panico? Tutto dipende dalla
risposta naturale del nostro cervello.
Quando il cervello percepisce una minaccia, si innesca automaticamente una risposta all’allarme conosciuto come “lotta o fuga”. Ciò che si fa è preparare il corpo per sfuggire dalla minaccia o ,se questo non è possibile, combattere per salvare le nostre vite.
La funzione di allarme provoca aumento di attività di diverse funzioni corporee, come l’aumento della pressione sanguigna, l’intensificazione del metabolismo cellulare,l’aumento della glicemia, della coagulazione del sangue e dell’attività mentale. Il cuore comincia a lavorare ad una velocità molto più elevata rispetto al solito, rapidamente si prendono degli ormoni, come l’adrenalina, in tutto il corpo e i muscoli.
Durante un attacco di panico, nella persona viene attivato un allarme, comincia a sentire tutte le reazioni fisiologiche primitive di lotta o di fuga e subito vengono in mente immagini catastrofiche. Quando questo accade, la persona riceve una conferma: i sintomi iniziali erano in realtà indicatori di un grave pericolo. Una sensazione di estremo pericolo invade la persona, il sistema di allarme reagisce di nuovo innescando la risposta della paura, diventando così un circolo vizioso che paralizza la persona, e quando questo accade si può dire che si sta vivendo un attacco di panico o un
attacco d’ansia.

Evoluzione di un attacco di panico o attacco di ansia
Il seguente diagramma mostra passo dopo passo lo sviluppo di un attacco di panico e come diventa un circolo vizioso:
1. Qualcosa fa scattare nel nostro cervello un sistema di allarme. Esso può essere un fattore interno o esterno. Di solito non siamo consapevoli di questo detonatore, e non ci rendiamo conto che tutto ciò accade nel nostro corpo;
2. Cominciamo a riconoscere i cambiamenti fisici nel nostro corpo, la preparazione di “lotta o fuga”. Tali cambiamenti includono un aumento di adrenalina, della frequenza cardiaca, della temperatura corporea, formicolio alle mani e alle braccia, etc. e tutto accade automaticamente, anche se non lo notiamo;
3. Si percepisce, per la prima volta, qualcosa di strano: il cuore batte più forte, si suda, ci si sente nervosi;
4. Si inizia a interpretare ciò che ci sta accadendo con pensieri catastrofici come “mi sta dando un attacco di cuore”, “Io sto per morire”, “Sto per svenire”, “nessuno mi aiuterà”, “questa è la fine”, ecc 5. Panico. Aumentano le palpitazioni, la sudorazione e il formicolio con l’aggiunta di altre sensazioni fisiche come vertigini o debolezza nelle gambe. Siamo consapevoli che tutto questo è confermato dai nostri pensieri catastrofici, facendo aumentare il panico e diventando un circolo vizioso in cui la stessa paura genera più paura.
La cosa più importante da considerare è che, anche se non si sa esattamente cosa ha scatenato l’attacco d’ansia, il pericolo che il nostro cervello sta “ricevendo” non è reale, cioè c’è davvero una minaccia? Nessuno è mai morto per un attacco di panico, anche se possono essere molto intensi e sgradevoli. E’ molto importante essere consapevoli di ciò che ci sta accadendo ed escludere che non
ci sia un attacco di cuore ed è solo un attacco di ansia.
Suggerimenti per la gestione di un attacco di panico:
-Fare un respiro lento e profondo, tenere il respiro per 5 secondi, poi fare qualche respiro normale e ripetere la respirazione profonda;
-Essere consapevoli del fatto che si tratta di una reazione di ansia e dire cose rilassanti come “va bene, è successo ma non succede nulla”;
-Ricordate che, anche se la sensazione può essere molto fastidiosa, in realtà non succede niente serio e scomparirà presto;
-Non alimentare i pensieri catastrofici: parlate con qualcuno, ricordate un numero di telefono, fate matematica a mente, etc.;
-Si raccomanda di non combattere il panico, è consigliabile lasciarlo passare;
-Trovare, mentre si hanno sensazioni sgradevoli, un posto dove ci si sente confortevoli

Dott. Pierpaolo Casto - Psicologo e Psicoterapeuta - Specialista in Psicoterapia Cognitiva e Comportamentale - PER APPUNTAMENTO: Viale Mazzini, 76 CASARANO ( Lecce ) Tel. 328 9197451 © 2015 Frontier Theme
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